Usare la leva finanziaria per fare trading online: quello che devi sapere

Siamo certi che come trader, qualsiasi sia il livello, abbiate sentito nominare centinaia di volte la leva finanziaria (o leverege), ma quel di cui non siamo affatto sicuri è che il concetto possa esservi del tutto chiaro in tutti i dettagli che lo compongono: proprio per questo noi esperti di Trading-Online.pro abbiamo deciso di scrivere questa guida, un breve approfondimento su uno degli aspetti più significativi del trading online e non solo.

Siamo sicuri che dopo la lettura di questa nostra guida il discorso vi sarà più chiaro e proprio per questo non vediamo l’ora di iniziare.

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Cos’è la leva finanziaria?

Iniziamo come sempre dalle basi, cioè dalla definizione stessa di cosa sia la leva finanziaria, o appunto leverage per chi più abituato alle terminologie anglofone: un concetto appunto tanto interessante quanto delicato del trading online, questo perché permette di ottenere rendimenti superiori a quelli dell’investimento stesso che effettuiamo così da portarci gradi guadagni, ma che può anche eventualmente rivelarsi un’arma a doppio taglio per il trader che la sfrutta.

L’idea di leva finanziaria è nata nel 1958 nel contesto del cosiddetto teorema di Modigliani-Miller ed è stata concepita come uno strumento economico che nel tempo si è rivelato fondamentale soprattutto nelle aziende in start-up che, appunto grazie al leverage, hanno spesso avuto modo di utilizzare il proprio debito come “booster” della propria stessa crescita.

Il concetto è semplice e sta tutto nella possibilità di aumentare la nostra esposizione finanziaria quando si opera su di un determinato asset: una procedura che in buona sostanza permette di aumentare notevolmente un eventuale guadagno, così come di contro aumentare anche la nostra perdita in caso di un esito negativo.

In che modo poterla applicare? Chiaramente dopo lo spiegheremo più nel dettaglio, ma in buona sostanza sta tutto nella scelta di un asset soggetto a leva finanziaria trading tra quelli proposti dalla piattaforma andando così incontro alla possibilità di operare con una cifra più bassa del dovuto e lasciando al broker stesso la responsabilità di coprirne la restante parte.

Da notare bene

Ed è in base a quest’ultimo punto che, come meglio approfondiremo in seguito, l’uso del leverage nel trading attraverso CFD risulta consigliato solo a chi più esperto, o in qualsiasi caso va provato e riprovato su di un conto demo prima di passare ad uno scenario reale: questo perché l’esposizione coinvolge la piattaforma broker stesso e che il profitto (così come la perdita) dell’operazione si calcola sia su quanto coperto da noi che dal broker, quindi in caso di perdita si rischia naturalmente molto di più.

La parte da noi coperta delle operazioni a leva finanziaria è definita margine o requisito di deposito e, i base alla policy del broker, può essere a base fissa o proporzionale all’investimento, ma è sempre e comunque minima parte dell’operazione nel suo complesso.

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Come funziona la leva finanziaria?

Dopo aver spiegato in cosa consiste la leva finanziaria andiamo adesso a comprendere come funziona e come può venire applicata in uno scenario reale, un passo naturalmente fondamentale per imparare a dominare il concetto di laverage per utilizzarlo (o scegliere di non utilizzarlo) nelle proprie operazioni.

Come sempre non c’è modo più efficace per comprendere un concetto teorico se non riportandolo al pratico attraverso un esempio il più semplice e chiaro possibile ed è quello che intendiamo fare grazie ad un capitolo a questo dedicato che troverete più avanti in questa pagina, ma per ora è prima di tutto importate capire il meccanismo di cui stiamo parlando.

Il leverage è in buona sostanza come un prestito che la nostra piattaforma di investimenti ci fa per permetterci di effettuare un’operazione che non sarebbe nelle nostre possibilità o che comunque non ci porterebbe le stesse percentuali di profitto: un prestito che in pratica ci permette di investire solo una parte del nostro patrimonio (il margine) lasciando che la piattaforma copra la restante parte necessaria ad effettuare l’operazione nel suo complesso.

Si tratta appunto di un prestito quindi, qualsiasi sia l’esito dell’operazione, ci ritroveremo in qualsiasi caso a dover restituire quanto coperto abbiamo ottenuto, il che naturalmente apre a scenari differenti sia positivi che negativi che sono poi il vero cuore di quello che viene chiamato margin trading.

Cos’è il Margin Trading?

Andiamo adesso a scoprire il concetto di margin trading, ovvero una tipologia di trading effettuata investendo appunto solo il margine piuttosto che tutto il capitale nel suo complesso: una possibilità molto percorribile soprattutto scegliendo i CFD proposti dalla maggior parte delle piattaforme di trading e legato a doppio filo proprio con la leva finanziaria da cui dipende anche solo nella sua definizione stessa.

Per meglio comprendere andiamo subito a fare un esempio pratico: poniamo un valore nominale dell’asset di € 100,00 ed una leva di 1 a 10 posta dal broker, questo significa che per investire facendo margin trading ci serviranno € 10,00 di margine, ovvero il capitale necessario effettivamente proveniente dal nostro conto personale.

In buona sostanza il margin trading altro non è che il trading effettuato utilizzando il leverage, un concetto che è stato decisamente regolato  (ed in qualche modo ridimensionato) dall’ultima riforma dell’ESMA finalizzata a contenere tutti i rischi derivanti dall’esposizione a leve finanziarie capaci di “mettere nei guai” i trader, tanto più quelli non professionisti.

In qualsiasi caso gli effetti di questa regolamentazione li approfondiremo a breve parlando della Margin Call.

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Usare la leva finanziaria: come iniziare?

Se vogliamo fare trading utilizzando la leva finanziaria tutto sta come sempre nel sapere da dove cominciare e come sempre parlando di investimenti tutto inizia dall’asset di riferimento che più ci interessa.

A breve in questa pagina faremo degli esempi pratici su come operare usando il leverage, ma prima di qualsiasi altra cosa vogliamo innanzitutto darvi alcune informazioni specifiche su che caratteristiche assume quando riferita nel particolare agli asset più importanti che ci siano in circolazione, nel particolare indici e azioni, forex e criptovalute.

Mercato finanziario e azioni

Il mercato azionario e gli indici, in quanto asset più diffusi con i CFD, sono quelli che presentano più varietà di possibili leverage, per quanto anche in questo caso si sia verificato un sostanziale cambiamento a seguito dei limiti imposti dalla riforma applicata dall’ESMA che ha ridotto notevolmente la libertà delle piattaforme al fine di tutelare gli investitori dalla sovraesposizione ai rischi di indebitamento.

Forex

Anche il leverage sul forex, a seguito della normativa MiFid 2 è stato notevolmente calmierato almeno in Europa, questo ponendo dei limiti massimi e facendo una distinzione molto netta tra quelli che sono i conti professionali e quelli standard: un metodo che ha permesso di mantenerne la presenza dei benefici limitando di fatto l’impatto dei rischi che in qualsiasi caso rappresenta.

Crypto

Le criptovalute sono state tra gli asset maggiormente toccati dalla riforma effettuata dall’ESMA, questo perché prima permettevano un leverage con limiti molto alti che le rendeva estremamente volatili: oggi come oggi non è infatti possibile trovare leverage con un rapporto superiore all’1 a 2, ovvero il più basso in assoluto in tutto il mercato rispetto a Forex e CFD.

Come si calcola la leva finanziaria?

Per calcolare il leverage basta applicare la seguente formula, che poi è decisamente molto semplice ed essenziale:

  • Leva finanziaria = Importo investito / Proprio capitale

E come sempre per comprendere a pieno nulla è meglio di un esempio pratico, quindi poniamo di voler effettuare un’operazione da € 1.000,00 investendo però solamente € 200,00 del nostro patrimonio (il margine), i restanti € 800,00 saranno quindi quelli coperti dalla piattaforma che applicherà una leva calcolata come 1.000/200, ovvero 5, definita appunto di 1:5 (uno a cinque).

Un esempio concreto dell’uso della leva nel trading

Lo avevamo già promesso all’inizio ed ora ci arriviamo all’esempio pratico utile per comprendere a pieno il funzionamento della leva finanziaria: uno scenario generale impostato su cifre facili da capire che ha come obbiettivo il fugare qualsiasi dubbio possa esservi rimasto a riguardo.

Come già detto il leverage è un concetto che sta a monte dell’esito finale di un’operazione, quindi per rispondere in modo completo all’esigenza di capirne il funzionamento ci ritroveremo a suddividere l’esempio in due scenari: uno positivo nel quale la nostra operazione va a buon fine rendendo la leva una fonte di ulteriore guadagno ed uno negativo nel quale l’operazione è invece in perdita.

Scenario positivo

Poniamo di voler applicare il leverage su di un prodotto proposto dalla nostra piattaforma di fiducia e poniamo che per questa operazione intendiamo investire € 10,00 a fronte di un ricavo (o, in caso di esito negativo, di perdita) del 40%.

Investendo su di un prodotto qualsiasi le possibili prospettive sarebbero un guadagno o una perdita di € 4,00 capaci di far salire il nostro budget a  14,00 o scendere ad € 6,00, ma trattandosi di un prodotto a leva possiamo anche godere degli ulteriori margini messi a disposizione dal leverage.

Cosa succede? Molto semplice, poniamo che il broker ci offre la possibilità di investire (oltre ai nostri € 10,00) un ulteriore margine di € 40,00 a sua copertura grazie ad una leva finanziaria di 5 a 1: ora possiamo investire € 50,00 a fronte di un capitale di soli € 10,00 e se il titolo scelto sale del 20% il nostro guadagno sarà di € 60,00. A quel punto ci troveremo a rendere quanto ancicipatoci ed il ricavo netto sarà di € 20,00 invece che di soli € 12,00: in buona sostanza la stessa operazione avrà un rendimento del 200% invece che del 20%!

Scenario negativo

Perché quindi stare comunque attenti a non abusarne? Perché quanto visto poco fa funziona allo stesso modo anche in caso di esito negativo dell’operazione: se i nostri  € 50,00 investiti usando il leverage (€ 10,00 nostri + € 40,00 di leverage) andassero incontro ad uno scenario in perdita, magari perdendo lo stesso 20%, ecco che dell’importo investito ci rimarrebbero solo € 40,00.

Il risultato ci potrebbe quindi a rimanere con zero in mano (questo perché comunque dovremmo rendere gli € 40,00 alla piattaforma), quindi perdemmo € 10,00 invece che solamente € 2,00.

Ma non solo perché comunque, e questo sia in caso di sito positivo che negativo, dovremmo in qualsiasi caso pagare l’interesse su quanto preso in prestito.

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Margin Call, come funziona?

Cosa succede se il nostro patrimonio non copre la parte “prestata” ottenuta per il nostro margin trading? Si riceve la così detta margin call, ovvero una comunicazione da parte della piattaforma che ci avvisa dell’esposizione a cui si va incontro, comunicazione a seguito della quale possiamo comportarci chiudendo la nostra posizione, aggiungendo il capitale mancante o attendendo ulteriori sviluppi sperando che la perdita si riduca di proporzioni.

Da questo punto di vista, ed in generale parlando di margin trading, c’è una sostanziale differenza tra i conti di investimento professionali e tra i conti base: questi secondi infatti sottostanno alla normativa ESMA che non solo limita l’entità del possibile leverage (limitando di fatto il rischio per i trader), ma non permette di fatto di raggiungere una posizione di rosso con il proprio account.

Ricevendo una margin call usando un account base autorizza la piattaforma a chiudere automaticamente la posizione in oggetto se il trader non provvede a versare la porzione a rischio, mentre con un account pro è possibile anche attendere assumendosi il rischio di portare il proprio saldo in rosso e di trovarsi in una posizione debitoria.

Usare la leva finanziaria con eToro: tutorial dettagliato

Andiamo adesso a vedere lo scenario dettagliato di quello che è il procedimento a cui si va incontro per utilizzare il leverage con eToro, piattaforma tra quelle di maggior qualità e successo che propone prodotti a leva sia per i conti standard che per quelli professionali.

La scelta non è naturalmente casuale, perché questa piattaforma risulta estremamente allineata alle normative di tutela degli investitori e propone solo leverage limitate che non espongo a grandi rischi.

eToro infatti applica solo proporzioni 1:1, 1:2 ed 1:5 sia per le posizioni a lungo che a breve termine, il che chiaramente rende i margini di rischio il più esigui possibile.

Come sempre si tratta di un tutorial descritto passo per passo, più precisamente in dieci passi dei quali il primo non può che essere l’apertura stessa di un account.

  1. Primo passo: aprire un account sul sito
  2. Secondo passo: effettuare un deposito di fondi sul proprio account
  3. Terzo passo: scegliere il prodotto con cui operare, ad esempio i CFD
  4. Quarto passo: scegliere l’asset su cui operare e la finestra di tempo dell’operazione
  5. Quinto passo: scegliere per il determinato asset l’opzione leverage
  6. Sesto passo: scegliere i leverage desiderato tra quelli proposti
  7. Settimo passo: scegliere l’importo di margine (cioè investito dal nostro account)
  8. Ottavo passo: ricontrollare tutti i dettagli dell’operazione e confermarla
  9. Nono passo: attendere l’esito dell’operazione al termine della finestra di tempo da noi stabilita
  10. Decimo passo: rendere ad eToro quanto coperto attraverso la leva ed incassare la restante parte in caso di esito positivo o vederla stornata in caso di esito negativo.

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Quali sono i vantaggi dell’uso della leva finanziaria?

A seguito di quanto abbiamo visto e spiegato possiamo dire che i vantaggi dell’uso della leva finanziaria stanno tutti nella possibilità di investire una cifra più contenuta a fronte di una posizione che potrebbe portarci ad un guadagno ben più alto di come potrebbe essere senza l’uso del leverage.

Si tratta di un vantaggio chiaramente molto interessante, ma che va trattato in qualsiasi caso con la dovuta cautela visto che la restante parte dell’investimento diventa di fatto un prestito che ci viene concesso da parte del nostro broker di trading online, il che naturalmente crea una forte esposizione verso la piattaforma che utilizziamo che ad ogi modo deve  venire comunque coperta da noi.

In qualsiasi caso, per riassumerlo in termini più semplici, l’uso della leva finanziaria permette di utilizzare il proprio capitale di investimento in un modo decisamente più efficace avendo anche accesso ad operazioni di trading che altrimenti risulterebbero inaccessibili: un modo sia per espandere il range d’azione delle nostre possibilità che per aumentare più efficacemente il nostro patrimonio grazie a percentuali di guadagno molto più ricche.

Quali sono i rischi di una leva finanziaria eccessiva?

Fare affidamento su di una leva finanziaria eccessiva però ha anche dei grandi rischi intrinsechi, questo proprio perché ci permette di operare investimenti largamente superiori a quelli che il nostro patrimonio di trading ci metterebbe in condizione di fare.

Nel caso di un esito negativo dell’operazione a leva finanziaria scelta non solo si perderà di più, ma bisognerà comunque restituire i fondi al broker, il che naturalmente può portarci o ad intaccare il nostro patrimonio in modo inaspettato o addirittura ad una posizione debitoria verso il broker.

In qualsiasi caso, proprio per evitare rischi troppo considerevoli, l’ESMA ha stabilito dei limiti di leva finanziaria per i conti base, che oltretutto non sono nemmeno autorizzati ad andare in rosso, aspetto che quindi circoscrive i rischi più seri solo ai conti professionali, che hanno accesso a leve finanziarie più ampie e che possono invece avere un saldo negativo.

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Conclusione: i nostri consigli per un leva finanziaria di successo

Eccoci concludere questa guida approfondita sulla leva finanziaria lasciandovi con qualche ultimo consiglio: soprattutto se siete dei trader ancora in fase di formazione vi suggeriamo prima di tutto di provarla utilizzando i conti demo per poi sfruttarla sempre con la dovuta moderazione così da andare il più possibile incontro ai suoi vantaggi limitando al contempo l’impatto dei rischi che in qualsiasi caso la leva implica.

Come sempre parlando di trading online non bisogna “farsi prendere dall’emozione” cercando guadagni facili senza usare prudenza, un principio che diventa ancora più importate da seguire quando si tratta dell’utilizzo di uno strumento come questo.

Domande Frequenti | La leva finanziaria

✅ La leva finanziaria è pericoloso?

L’uso della leva finanziaria non è di per sé pericoloso, ma in qualsiasi caso presenta alcune criticità che vanno comunque tenute sempre molto da conto: un uso ragionato della leva può essere un’ottima risorsa per il trader, ma deve essere appunto un uso ragionato fatto tenendosi lontani da qualsiasi tipologia di abuso capace di esporci troppo a quelli che sono i rischi che implica. Come sempre tutto sta nella pianificazione e nell’utilizzo con intelligenza dello strumento.

✅ La leva finanziaria è solo per i professionisti?

No, la leva finanziaria non è uno strumento dedicato solo ai professionisti, risulta infatti applicabile anche ai conti di trading aperti scegliendo un profilo base, che però risultano strettamente regolati ed in qualche modo limitati dall’ESMA: per i conti base infatti la leva concessa è sempre di entità molto limitata, così come non viene resa possibile alcuna posizione debitoria in caso di operazione in perdita, il che in poche parole non permette al conto base di ritrovarsi in rosso.

✅ Qual è la differenza tra leva finanziaria e margine?

Il margine può essere definito come il risultato della proporzione tra l’entità della leva finanziaria proposta e quella dell’operazione di trading che vogliamo effettuare: per fare un esempio, se intendiamo operare un acquisto di titoli per € 1.000,00 facendo affidamento sulla possibilità di utilizzare una leva finanziaria di 1 a 10, allora il margine sarà di € 100,00, ovvero la cifra da investire necessaria per poter effettuare l’operazione che ci interessa.

✅ La leva finanziaria può far diventare il mio conto negativo?

La leva finanziaria, nel caso di un’operazione che va incontro ad una perdita, può tecnicamente mandare un conto di trading in negativo, ma si tratta di una possibilità limitata solo ed esclusivamente ai conti professionali, questo perché l’ESMA ha stabilito dei limiti ai conti standard tra i quali spicca proprio l’impossibilità di maturare una posizione debitoria nei confronti del broker: una forma di tutela nei confronti dei trader meno esperti che naturalmente ne limita abbondantemente i rischi (così come però limita anche l’entità della possibile leva da poter sfruttare).