Comprare Qtum

Investire in criptovalute è una attività sempre più praticata. Il motivo è da ricercare nella straordinaria liquidità di questo mercato, tale da offrire ampi margini di guadagno a coloro che sanno come affrontarlo.

Il settore, infatti, non è composto solo da Bitcoin e migliori Altcoin, ma da migliaia di asset che possono all’improvviso dare vita ad apprezzamenti e cadute tali da destare stupore anche in chi è ormai abituato alla volatilità, la quale rappresenta la caratteristica principale dei mercati finanziari.

Tra i tanti progetti che sono riusciti a mettersi in luce nel corso degli anni, c’è anche Qtum. Andiamo a conoscerlo più da vicino con la nostra guida e a capire se possa rappresentare una reale opportunità di guadagno o se, al contrario, sia meglio procedere oltre.

Cos’è Qtum?

qtum logo

Qtum è una criptovaluta basata sulla tecnologia blockchain, in grado di creare ed eseguire smart contract (contratti intelligenti) tali da funzionare in maniera non dissimile da quelli in vigore su Ethereum.

A differenza della creazione di Vitalik Buterin, però, il meccanismo di consenso su cui si basa Qtum è MPoS (mutualized proof-of-stake), ovvero una versione modificata del Proof-of-Stake (PoS), considerato meno energivoro, e quindi meno pericoloso dal punto di vista ambientale, rispetto al Proof-of-Work (PoW).

Lo stake è una scelta verso la quale, del resto, anche Ethereum si sta dirigendo, in quanto foriera di notevoli vantaggi anche in termini di scalabilità e convenienza delle transazioni. Tra le migliori caratteristiche di Qtum occorre poi ricordare il quantitativo massimo di gettoni previsti (100 milioni), l’inflazione all’1%, la dimensione del blocco attestata a 2 MB e i circa due minuti necessari al fine di generarne uno.

Caratteristiche principali

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Chi ha creato Qtum?

I fondatori di Qtum sono Patrick Dai, Neil Mahi e Jordan Earls. Gli ultimi due sono rispettivamente il CTO e uno dei componenti principali del team di sviluppo, ma la maggiore personalità del gruppo è proprio Patrick Dai.

Dopo aver studiato informatica alla Draper University ha in seguito ottenuto e abbandonato un dottorato presso l’Accademia cinese delle scienze, per iniziare la sua carriera in qualità di product manager presso Alibaba. In seguito, ha preso parte ad una serie di progetti nel settore della tecnologia blockchain, tra cui Vechain, Factom, Meilink e Bitse Group.

Occorre anche ricordare che inizialmente era conosciuto come Steven Dai, in particolare quando era il CTO di BitBay, una vera e propria truffa la quale ha rischiato di travolgerlo, consigliandolo in definitiva a mutare nome.

Il trio ha lanciato il progetto nel corso del 2016, mentre il suo sviluppo è stato affidato alla Qtum Foundation, un’ organizzazione no profit di stanza a Singapore. Proprio quest’ultima si è incaricata di dare vita nel 2017 a una ICO (Initial Coin Offering), tesa a reperire le risorse necessarie, nel corso della quale sono stati venduti il 51% dei tokens producendo un incasso complessivo pari a 15 milioni di dollari.

Nel team di sviluppatori principali formatosi intorno a Qtum, occorre ricordare anche altre personalità riconosciute all’interno della composita comunità crypto. Tra di esse le principali sono:

  • Brett Fincaryk, già noto per aver prestato il suo operato all’interno del Linux Systems, supportando le aziende che lo utilizzano;
  • Yunqi Ouyang, altro esperto nello sviluppo di software noto per il suo operato in Baidu;
  • Alex Norta, un professore associato d’informatica della Tallinn Technology University.

Cosa rende unica Qtum?

qtum crypto

Qtum non è in grado di vantare particolari profili di originalità. Si tratta in effetti di una blockchain abbastanza generica che si propone però di dare una risposta migliore rispetto ad altri progetti per quanto concerne alcuni dei maggiori problemi che affliggono le piattaforme di Bitcoin ed Ethereum.

In particolare, in tema di interoperabilità e per quanto riguarda gli aspetti legati alla governance, il costo troppo elevato del meccanismo di consenso e le difficoltà di applicare gli smart contract alla vita reale.

Per cercare di dare risposte adeguate in tal senso, la blockchain di Qtum propone due tecnologie uniche progettate proprio in quest’ottica: Account Abstraction Layer (AAL) e Decentralized Governance Protocol (DGP).

L’Account Abstraction Layer va ad integrare il livello dell’account UTXO (Unspent Transaction Output) in modo tale da permettere agli utenti la creazione di applicazioni, per poi andarle ad ospitare su macchine virtuali come x86 ed Ethereum Virtual Machine (EVM). Supportando il set di istruzioni i686 e linguaggi di programmazione come Rust, C, C ++ e Python, agevola inoltre l’adozione di app esistenti per Qtum.

Il Decentralized Governance Protocol permette a sua volta agli smart contract la modifica di parametri e dati fondamentali della blockchain, a partire dal livello delle tariffe del gas e dalla definizione della dimensione del blocco. Il tutto senza alcuna necessità di procedere all’esecuzione di un hard fork della rete, evitando che possano insorgere problemi durante la sua evoluzione.

Qtum è una criptovaluta riconosciuta?

Qtum crypto è una criptovaluta già abbastanza conosciuta tra gli addetti ai lavori e presso il pubblico formato dagli investitori. Se a Dicembre 2021 si trovava all’85° della classifica di CoinMarketCap, con una capitalizzazione di mercato prossima al miliardo e mezzo di dollari, occorre comunque sottolineare, come non pochi, vanti sostenitori di alto profilo. Tra i quali vanno sicuramente ricordati Roger Ver, il fondatore di Memorydealers e tra i primi ad investire su BTC, e Jeremy Gardner, il co-fondatore di Augur ed EIR di Blockchain Capital.

Come funziona Qtum?

In pratica QTum utilizza una versione di Ethereum Virtual Machine, per la generazione di smart contract, e la blockchain di derivazione Bitcoin. L’unica differenza di rilievo è da ravvisare nel fatto che esiste un’ effettiva incompatibilità tra le differenti modalità di memorizzazione dei dati da parte dei due asset.

Ethereum utilizza infatti il saldo del conto mentre Bitcoin utilizza come indicatori di valore gli output di transazione non spesi, conosciuti anche come UTXO. In base a quanto stabilito da QTum gli UTXO permettono di convalidare le transazioni con maggiore facilità potendone persino elaborare diverse contemporaneamente. Grazie a questo modus operandi quelli di QTum sono quindi in grado di risultare alla fine molto più sicuri.

La vera sfida che si è in pratica assunto il gruppo degli sviluppatori di QTum consiste proprio nel riuscire ad implementare i due differenti sistemi. QTum, in particolare, ci riesce con la conversione degli output di Ethereum, facilitando i trasferimenti da quest’ultimo al blockchain di Bitcoin. Ne deriva che in tale modo ogni aggiornamento effettuato sulle singole piattaforme può essere applicato automaticamente anche a QTum.

Come comprare Qtum?

L’acquisto di Qtum può avere luogo su uno degli exchange che accludono il token alle proprie contrattazioni. Tra di essi si segnalano in particolare Binance, Coinbase, ChangeNOW, Bithumb, Upbit, Coinone, Lbank, Bittrex, Bit-Z, OKEx, ZB, Gate.io, Bitnovo e CoinEgg.

Prima di procedere all’acquisizione diretta di Qtum, occorre però aprire un conto e dotarsi di un wallet, ovvero un portafoglio elettronico in cui custodire i gettoni e tenerli al riparo dalle sempre temibili incursioni dei tanti hacker intenzionati ad impadronirsene.

Il nostro consiglio in tal senso è di scartare in partenza l’idea di ricorrere alle casseforti virtuali messe a disposizione dagli exchange, le quali si dimostrano le più permeabili in assoluto quando avvengono le incursioni della pirateria informatica.

Basta in effetti ricordare quanto accaduto anche nel recente passato per capire come sia molto meglio acquistare un portafoglio e tenerlo al sicuro su un proprio dispositivo, si tratti di personal computer o smartphone.

Tra i migliori in assoluto occorre ricordare QTUM Wallet tra quelli online, Exodus e Guarda tra i software, Exodus Mobile per il trading in mobilità, QTUM Core tra i full node wallet, Ledger e Trezor tra i portafogli hardware.

screenshot qtum interface

Fare trading con Qtum su Capital.com: il nostro tutorial

Per guadagnare sul prezzo di Qtum, però, il possesso diretto non è l’unica opzione in gioco. Ad esso, infatti, si va ad aggiungere l’investimento tramite uno dei broker i quali offrono servizi finanziari online a chi apre un conto. Un modus operandi sempre più popolare tra chi negozia su asset come azioni, oro, valute, materie prime e molto altro.

In particolare, lo strumento proposto è rappresentato dai CFD (Contract for Difference), ovvero i derivati incaricati di andare a replicare in maniera fedele il prezzo di un bene sottostante.

Questi contratti sono in grado di assicurare a chi li negozia un notevole numero di benefici. In particolare:

  • Non obbligano a detenere il bene su cui si è deciso di investire il proprio denaro. Nel caso delle criptovalute il vantaggio è abbastanza evidente: non è necessario dotarsi di un portafoglio elettronico, ipotesi che da un lato obbliga a operazioni tecniche, in particolare l’installazione, tali da risultare ostiche per chi non è esperto di informatica, mentre dall’altro espone all’ormai consueto pericolo di attacchi hacking;
  • Permettono di guadagnare sul proprio conto non solo nel caso in cui le monete interessate vedano crescere la propria quotazione, ipotesi su cui nessuno può in effetti dare la sicurezza, ma anche ove imbocchino la strada inversa. L’unica condizione per guadagnare con i CFD è di riuscire a capire quale direzione prenderanno i mercati e prendere posizione prima della formazione di un trend, intercettandolo piuttosto che subendolo;
  • Sono più convenienti in termini di commissioni rispetto ad altri strumenti di investimento;
  • Permettono l’utilizzazione della leva finanziaria, ovvero di acquistare senza disporre dell’intero capitale che si intende puntare. Le operazioni di trading allo scoperto danno quindi l’opportunità anche a chi non è in possesso di risorse rilevanti di muovere cifre di un certo spessore, potendo guadagnare in proporzione. Naturalmente occorre anche ricordare che l’utilizzo della leva finanziaria deve avvenire con estrema accortezza, in quanto anche le perdite vengono amplificate in base al rapporto scelto.

Tra le tante piattaforme che propongono il trading sui CFD di criptovaluta, Capital.com vanta ormai un posto di assoluto rilievo. A renderlo tale sono le peculiarità esibite dal broker. Andiamo quindi a conoscerlo più da vicino.

Perché scegliere Capital.com?

Capital.com rappresenta ormai un vero e proprio punto di riferimento per chi intende fare trading, in particolare di criptovalute, coi CFD. Il broker si segnala per l’eccellente mix tra elevati profili di sicurezza, operatività e convenienza.

Per quanto riguarda l’aspetto sicurezza, troppo spesso sottovalutato dagli aspiranti trader, la piattaforma Qtum vanta regolare permesso ad operare in veste di intermediario finanziario rilasciata da CySEC (Cyprus Security and Exchange Commission). Ovvero l’autorità cui l’Unione Europea affida il compito di sovrintendere al corretto funzionamento dei mercati valutari continentali.

Si tratta di un fattore fondamentale, in quanto chi ottiene una licenza di questo genere è obbligato a rispettare per filo e per segno le normative varate a difesa degli investitori.
Una licenza di questo genere, inoltre, mette automaticamente al riparo gli utenti da comportamenti opachi o vere e proprie truffe che durante gli ultimi anni hanno ripetutamente funestato il settore del trading.

Ad esempio, gli operatori abilitati sono tenuti alla separazione dei loro fondi da quelli della clientela, in modo da impedire che possano essere utilizzati per operazioni atipiche del trading online.  Inoltre, in caso di malfunzionamento o errore della piattaforma, i clienti hanno diritto al risarcimento per i danni riportati.

A tutto ciò occorre poi aggiungere l’elevato livello dei servizi offerti da Qtum e del supporto ai clienti per le proprie operazioni di investimento, la presenza di un gran numero di beni su cui investire, tra cui azioni, oro e valute, il prezzo contenuto delle commissioni, la proposta di strumenti formativi di alto livello e le robuste dosi di innovazione che caratterizzano la piattaforma.

La proposta crypto di Capital .com

Un posto di riguardo, in questa piccola guida su Capital.com, spetta naturalmente al paniere di asset virtuali proposti dal broker. Un’ offerta che è da considerare la più ampia attualmente disponibile sul mercato.

Al suo interno è infatti possibile trovare non solo Bitcoin e Ethereum, oppure le Altcoin più note (Cardano, Ripple, Dogecoin, Litecoin, Monero e Shiba Inu, tra le altre), ma anche un gran numero di progetti che sono pronti a esplodere. Sono oltre 250 gli asset virtuali proposti dal broker, tra cui anche Qtum.

I vantaggi di acquistare Qtum

Quali sono i vantaggi nell’acquisto di Qtum? Quello più evidente è da riscontrare nel mancato decollo, al momento, di un progetto che secondo molti avrebbe le caratteristiche giuste per imporsi all’attenzione generale.

Inoltre Qtum può rappresentare un motivo di diversificazione per chi magari intende avere nel proprio portafogli asset digitali non sottoposti ad oscillazioni troppo violente di prezzo, come quelle che, ad esempio, caratterizzano il Bitcoin, oppure i cosiddetti meme coins (Dogecoin e Shiba Inu, in particolare).

Quali sono i limiti o gli svantaggi del Qtum?

Il limite di Qtum può essere considerato la sua propensione al mondo delle imprese. Il progetto, infatti, si propone di fungere da strumento per un settore che ha già trovato interlocutori autorevoli, a partire da Ripple per quanto riguarda i pagamenti digitali.

Una concorrenza che può essere sconfitta solo a patto di uno sforzo estremamente rilevante, anche per quanto concerne la reputazione.

Va anche segnalato un altro limite di Qtum, ovvero quello relativo al sito. Il quale si presenta estremamente approssimativo da un punto di vista del linguaggio, tanto da dare un’impressione di noncuranza su un punto così importante, che non depone a suo favore.

screenshot qtum wallets

Investire in Qtum è sicuro?

L’investimento in Qtum crypto non è sicuro, come non lo è quello su qualsiasi tipologia di prodotto finanziario. E’ proprio la natura dei mercati a rendere impossibili garanzie in tal senso, come sanno i tanti che hanno perso i loro soldi in investimenti pur ritenuti “sicuri”.

Le violente fluttuazioni del prezzo sono tipiche del settore crypto, rendono in pratica impossibile fare Qtum previsioni certe.

La cosa realmente importante è cercare da un lato di mettere in campo una strategia tesa ad ottimizzare il proprio investimento, ovvero tale da massimizzare i profitti e contenere eventuali perdite, dall’altro di tenere costantemente sotto controllo tutte le notizie e le informazioni tali da poter influire sul Qtum valore.

Previsioni Qtum : cosa possiamo aspettarci?

Vediamo cosa si prospetta per questa moneta virtuale nell’immediato futuro. Tra i primi dati da tenere in considerazione per le Qtum previsioni,  c’è l’annunciato rebranding. La notizia è trapelata alla fine del mese di ottobre 2021 e ha finalmente smosso le acque dopo un periodo in cui di Qtum si erano perse le tracce, almeno a livello mediatico.

Il mutamento del nome fa peraltro parte di una vera e propria road map articolata in sette punti, la quale potrebbe in effetti dare nuovo impulso al piano iniziale, fungendo in tal modo da vero e proprio detonatore per una possibile rincorsa verso l’alto.

Quali sono le alternative all’acquisto di Qtum?

Come abbiamo già ricordato, Qtum da un punto di vista puramente concettuale si muove nel solco di Bitcoin e Ethereum. Sul mercato, quindi, si trova di fronte ad un folto nugolo di concorrenti, tra i quali occorre sicuramente ricordare Ripple, Litecoin, Bitcoin Gold, Bitcoin Cash e Lisk, tra gli altri.

Conclusioni: conviene comprare Qtum?

Per dare una risposta a questa domanda la nostra guida deve partire dalle aspettative del trader nei confronti di Qtum. Se si pensa che possa dare vita ad un’esplosione simile a quella di BTC, la risposta è sicuramente negativa, almeno al momento. Se invece ci si aspetta una moderata crescita di Qtum, anche derivante da quella complessiva del settore, il quadro muta sostanzialmente.

In effetti Qtum crypto gode di buona considerazione tra gli addetti ai lavori. Il vero problema, in definitiva, è rappresentato dalla mancanza di una “Qtum community” vasta ed entusiasta come quella che Bitcoin ha raccolto ormai da tempo, o appassionata come quella che invece si muove all’unisono dietro Dogecoin.

Il Qtum valore difficilmente potrà giovarsi del pump and dump che pure sta spingendo ormai da mesi alcune valute virtuali, al di là della loro effettiva validità da un punto di vista squisitamente tecnico.

📕 FAQ | Comprare Qtum

Comprare Qtum va considerata una buona alternativa all’investimento su monete virtuali più famose, a patto di sapere muoversi al meglio in un settore, come quello crypto, caratterizzato da livelli di instabilità tali da comportare grandi pericoli per chi non possiede le necessarie competenze per poterlo fare. Proprio per questa ragione nel caso di Qtum occorre adottare un atteggiamento cauto e cercare di non fare mai il passo più lungo della gamba.

✅ È il momento giusto per comprare Qtum?

La risposta della nostra guida è moderatamente positiva. Se è vero che nel corso degli ultimi anni Qtum non ha mostrato grandi sviluppi del piano iniziale, proprio l’annuncio relativo al rebranding dato alla fine di ottobre sembra sancire una nuova fase per il progetto, come del resto sembra prospettato dal programma reso noto in quella occasione.

Altro fattore da tenere in debita considerazione è poi quello relativo al fatto che il Qtum valore sembra al momento inadeguato rispetto alle ambizioni iniziali.

Secondo alcuni osservatori Qtum lascia quindi ampi margini di guadagno, soprattutto in considerazione del fatto che anche il token potrebbe avvantaggiarsi di una nuova fase di espansione del mercato, la quale potrebbe conseguire a una nuova bull run di BTC. Quando essa dovesse avere luogo, ipotesi che non pochi analisti si attendono possa avverarsi nelle prossime settimane, anche Qtum potrebbe avvantaggiarsene.

✅ Qtum: è legale?

Qtum è assolutamente legale. Non esistono infatti provvedimenti restrittivi emanati da autorità di controllo ai suoi danni. Anche per Qtum possiamo dire che l’unico reale pericolo, ad oggi abbastanza improbabile, potrebbe derivare da un bando generalizzato a livello globale nei confronti del denaro digitale.

✅ Dove acquistare Qtum?

Qtum viene offerto presso molti exchange di criptovaluta che lo includono nelle proprie contrattazioni. Oltre all’acquisto diretto, il quale implica l’apertura di un conto e la dotazione di un wallet, un portafoglio elettronico, in cui conservare i gettoni acquisiti, è possibile cercare di trarre vantaggio dalle sue oscillazioni facendo trading di criptovalute con un broker online. Tra quelli che lo propongono, il posto d’onore spetta sicuramente a Capital.com, una delle migliori piattaforme di intermediazione finanziaria operanti sul web.

✅ Cosa posso comprare con Qtum?

L’unico caso d’uso attualmente conosciuto, per quanto riguarda Qtum, è il pagamento delle commissioni per l’esecuzione di smart contract sulla sua blockchain. Non è quindi al momento utilizzato per i pagamenti che avvengono ogni giorno nella vita reale, a differenza di quanto accade con il Bitcoin, per il quale è stato di recente deciso il corso legale in El Salvador.


Per saperne di più, ecco le nostre guide dettagliate sulle criptovalute: